Quando camminiamo all’aria aperta ci sentiamo pieni di energia ma, una volta rientrati a casa, avvertiamo subito affaticamento e pesantezza. La spiegazione di ciò è scientifica ed è dovuta alla qualità dell’aria che respiriamo e alla presenza di ioni negativi. Gli ioni sono degli atomi che hanno perso o acquisito carica elettrica in seguito ad episodi di scissione di molecole provocata dall’azione dei raggi solari, delle radiazioni, dei venti e delle maree. Quando un atomo acquista carica elettrica si definisce ione negativo, quando la perde diventa uno ione positivo. Ciò che maggiormente interessa i ricercatori attualmente sono gli ioni negativi presenti nell’ossigeno in quanto presenti in molti luoghi naturali, quali cascate, montagne, spiagge o temporali: infatti, come gli ioni positivi sono presenti in atmosfera precedentemente ad un temporale, gli ioni negativi vengono accumulati in seguito alla tempesta. L’eccedenza di ioni negativi è stata a lungo associata a miglioramenti dell’umore e della salute fisica: le ricerche condotte nell’ultima decade hanno iniziato a supportare la teoria per cui gli ioni negativi presentano un netto effetto positivo sulla salute.

Uno dei maggiori indizi a supporto di questa tesi proviene dalla correlazione tra la regolazione delle catecolammine – ormoni rilasciate dalle ghiandole surrenali in situazioni di stress – e la durata della vita in seguito alla privazione degli ioni negativi in animali da laboratorio. I ricercatori del Dipartimento di Ricerca Medica di Stahnsdorf, in Germania, isolarono topi e ratti in contenitori acrilici, ermetici e sigillati, per poi filtrarvi l’aria in ingresso rimuovendo tutti gli ioni negativi. La ricerca portò alla scoperta che una prolungata carenza di ioni negativi causa un aumento del tasso di mortalità negli animali da laboratorio. L’analisi degli animali portò quindi i ricercatori ad affermare che i risultati “suggeriscono fortemente che la morte degli animali è legata a disturbi della regolazione neuro-ormonale e ad un’insufficienza ipofisaria”.

Ulteriori studi svolti presso l’Accademia Russa delle Scienze di Mosca scoprì che gli ioni negativi sono in grado di aiutare il corpo a proteggersi dallo stress fisico indotto: quando i ricercatori immobilizzarono i ratti e li esposero a flussi d’aria carichi di ioni negativi, scoprirono che gli ioni prevenivano l’insorgenza e lo sviluppo di cambiamenti patologici caratteristici dello stress acuto, effetti osservati invece nei ratti non trattati con gli ioni negativi. La loro azione protettiva è stata osservata in tutti gli animali da laboratorio indipendentemente dal loro tipo di comportamento.

Infine, una successiva conferma degli effetti positivi degli ioni negativi sulla salute umana arrivò dai ricercatori britannici del Centro per lo Sport e le Scienze Motorie di Liverpool: esposero a suddetti ioni alcuni soggetti maschili, misurandone le risposte fisiologiche, tra cui la temperatura corporea, il battito cardiaco e la respirazione, sia a riposo che durante l’esercizio fisico. Si riscontrò che gli ioni negativi migliorano tutti gli stati fisiologici, particolarmente a riposo, e che tali ioni sono biologicamente attivi e influenzano il ritmo circadiano umano.