La filtrazione con il sistema elettrostatico attivo consiste in un sistema bifase grazie al quale si ottiene la precipitazione delle particelle solide o liquide contenute nel flusso d’aria mediante l’azione di un campo elettrico.

 

L’aria che transita nel filtro elettrostatico FE System è sottoposta, in una prima fase, all’azione di un campo elettrico a ionizzazione positiva, generato da un filo alimentato ad alta tensione elettrica posto tra due piastre collegate a massa: tale campo provoca la liberazione di ioni positivi, generando un fenomeno noto come “effetto corona”.

Le cariche elettriche che migrano tra l’elettrodo e le superfici a massa urtano le particelle d’aria veicolate nel flusso gassoso, cedendogli parte della loro carica elettrica positiva.

Nella seconda fase il flusso gassoso, precedentemente caricato, attraversa il campo elettrico di captazione: questo risulta costituito da piastre caricate positivamente e da altre piastre collegate a massa, disposte alternativamente.

Grazie a questa conformazione del filtro elettrostatico FE System e all’intervento della forza elettrostatica, le particelle solide contenute nell’aria vengono attratte dalle piastre di captazione, in quanto caricate negativamente, e respinte dalle piastre caricate.

Periodicamente, a seconda della concentrazione dell’inquinante, è necessario procedere alla manutenzione del filtro elettrostatico, lavandolo con un detergente studiato appositamente per garantire una migliore prestazione del prodotto ed un ciclo di vita più lungo. I rendimenti di un filtro elettrostatico in termini di efficienza sono molto elevati, paragonabili ad un filtro assoluto, in quanto sono normalmente impiegati per le polveri sottili con grandezza inferiore ad 1 μm. Inquinanti tipici sono fumo di sigaretta 0,5÷0,3 μm, vapori oleosi 1÷0,2 μm, PM10, PM2.5, PM1, ecc. L’efficienza del filtro elettrostatico è misurata e testata prendendo come riferimento le particelle con diametro medio 0,4 μm.